Il simbolo della domenica granata è la punizione di Marchesin oltre il 90′: bel gesto tecnico, traiettoria tesa ma di poco alta. Il Porto ha dominato la gara per oltre un’ora di gioco, mostrando qualità in mezzo e buone trame sugli esterni, andando in vantaggio a inizio ripresa con Codarin dopo almeno sei occasioni non concretizzate. Il problema dei problemi è stato non aver dato, per imprecisione sottoporta, la stoccata finale, lasciando così la porta socchiusa per la reazione della Bassanese, che non ha ricambiato la cortesia.
La neoentrata Maschio, ex serie C al ritorno da un grave infortunio al ginocchio, ha guidato la riscossa della vicentine che si sono fatte sotto con coraggio, pericolose in un paio di circostanze proprio con la 11, autrice poi del pareggio a metà frazione, di testa su punizione di Andretta. Il Porto nel frattempo, seppur sceso di tono, aveva avuto altre due chances, entrambe originate da spunti di Tollardo. Il finale è stato aperto, con le squadre meno ordinate a causa della stanchezza (brezza a parte, la temperatura in alcuni momenti ha sfiorato i 25 gradi) e diversi ribaltamenti di campo, fino a quella punizione di Marchesin e a quei centimetri mancanti. Ci sarebbe stato nel mezzo anche un gol annullato (testa di Tollardo su passaggio di Marchesin) per dubbio fuorigioco, rimane però la sostanza del discorso: questo Porto ha la pistola scarica e il risultato finale, al di là della risposta d’orgoglio delle vicentine, sta stretto alle granata.
A dire il vero il punto serve poco a entrambe, con le granata scivolate a -8 dalla Triestina che venerdì ha stravinto a Cavolano e al momento è la favorita per la “finalina” della Fase Silver, insidiata per ora solo dal Nuovo Pordenone 2024 distante quattro lunghezze. Il Porto nel prossimo mese affronterà entrambe, ma prima ci sarà l’impegno al “Mecchia” tra sette giorni contro il Cavolano.
Davide Gasparotto
